Deserti in agguato

La desertificazione è la trasformazione in deserto, che avviene naturalmente, delle zone semiaride.

 

Le aeree ai margini delle zone desertiche lentamente, per cause climatiche, diventano esse stesse desertiche. Tuttavia, l’uso improprio del suolo da parte dell’uomo e alcuni fattori ambientali possono accelerare questo processo. Anche in zone temperate, come l’Italia (soprattutto del centro-sud), si assiste quindi all’avanzare di questo fenomeno. Il suolo diventa improduttivo a causa del pascolo eccessivo, che non permette all’erba di rigenerarsi, e dello sfruttamento agricolo senza una rotazione delle colture, che porta a un impoverimento delle sostanze nutritive.

 

I principali fattori ambientali coinvolti nella desertificazione dei suoli sono: l’aumento delle temperature globali, periodi di prolungata siccità e l’erosione dovuta a fenomeni metereologici violenti (come le alluvioni).

Anche piccole variazioni dei parametri climatici, dovuti in alcuni casi alle immissioni di gas inquinanti in atmosfera, possono portare nel corso degli anni al peggioramento del fenomeno.  

La desertificazione porta, ovviamente, alla perdita di terreno da dedicare all’agricoltura, per questo si cercano soluzioni che permettano il minor sfruttamento possibile del suolo. Per esempio, nella coltivazione idroponica i vegetali sono fatti crescere all’interno di materiali come l’argilla espansa e irrigati con acqua a cui vengono aggiunti i sali minerali necessari alle piante.

 

Il 21,3% del territorio italiano è considerato a rischio desertificazione. Per quanto riguarda l’Italia, il motivo principale dell’avanzare di questo fenomeno è la diminuzione delle precipitazioni. Secondo il rapporto dell'Inea (l'Istituto nazionale economia agraria) il 51,8% del territorio italiano è potenzialmente a rischio siccità. Il problema riguarda interamente le regioni Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata e Campania.

Sarà necessario, quindi, modificare le pratiche agricole per fare in modo che le colture non subiscano danni a causa di siccità prolungate o grandinate in fase di fioritura o di maturazione dei frutti o ancora piogge intense subito dopo la semina.