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METEO ● 2 - Con la testa fra le nuvole

Una nuvola compare solitaria nel cielo azzurro, il suo aspetto è rotondeggiante, bianco e soffice, proprio come la tua fantasia l’ha sempre disegnata. La sua aria inizialmente non sembra minacciosa, ma ecco che al suo seguito ne arriva una seconda, poi un’altra e subito dopo un’altra ancora e, man mano che il loro numero aumenta, le nubi si organizzano in aggregati, che nel giro di breve tempo compongono una vera e propria coltre nel cielo.

Sono tante, le loro forme sono diverse, alcune sembrano talmente vicine da poterle quasi raggiungere con una scala molto lunga, altre sono così lontane che neppure gli aerei che viaggiano alti nel cielo riescono ad avvicinarle.

 

Le nuvole possono fornirci preziose indicazioni sul tempo che farà, a patto che riusciamo ad identificarle. Come? Semplicemente osservandone le forme, i colori e l’altezza a cui si trovano in atmosfera.

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Nube che vedi,

tempo che trovi

 

Come abbiamo visto, le nubi sono masse di goccioline di acqua e cristalli di ghiaccio in sospensione in atmosfera.

Non tutte le nubi sono annunciatrici di maltempo: gli altissimi cirri, sfilacciati e quasi trasparenti nel cielo, sono dette “nuvole di bel tempo” proprio perché mai portatrici di precipitazioni.

Gli strati, nubi basse e uniformi, capaci di nascondere il Sole anche per un’intera giornata, sono invece spesso associati a piogge deboli e prolungate, tipiche del periodo invernale.

I cumuli infine, accatastati nel cielo con la loro base orizzontale sormontata da una sommità a cavolfiore, quando si ingrandiscono e si caricano di umidità, abbandonano il loro aspetto di candidi batuffoli di cotone e ne assumono uno ben più scuro e minaccioso, che tipicamente annuncia l’arrivo di un temporale estivo.

Quale che sia la stagione, una cosa è certa: se nella carta di identità della nube c’è scritta la parola ‘nembo’, conviene armarsi di ombrello!

Ma come mai alcune nubi danno origine a precipitazioni e altre no?

In genere dipende dalla quantità di vapore acqueo presente nell’aria e da quanto forti sono le correnti ascendenti che portano alla formazione della nube stessa: maggiori sono questi due fattori, più è probabile lo sviluppo di precipitazioni, nella forma liquida o solida a seconda non solo delle temperature presenti in atmosfera, ma anche dell’intensità con cui cadono al suolo.

Ecco perché in inverno può nevicare anche quando il termometro è sopra gli 0°C o d’estate, quando fa molto caldo, durante un temporale violento, chicchi ghiacciati di grandine possono arrivare senza sciogliersi fino a terra: in entrambi i casi, infatti, la forte velocità con cui i cristalli cadono al suolo non permette loro di fondersi durante l’attraversamento dell’atmosfera.

Cavalcando l’arcobaleno

 

Certamente ti sarà capitato diverse volte di vederne uno e, se sei stato particolarmente fortunato, magari hai avuto occasione di vederne anche due o tre, uno all’interno dell’altro, con la sequenza dei colori invertita.

Ma perchè si forma un arcobaleno? Dopo un temporale, nell’aria rimangono sospese delle goccioline di acqua. Se il sole è abbastanza basso sull’orizzonte, quando la luce attraversa queste goccioline che si comportano come prismi, viene scomposta nelle sue componenti, dando vita ad un arco costituito dai sette colori fondamentali. Poiché solo i raggi che hanno una certa angolazione vengono catturati dai nostri occhi, la forma dell’arcobaleno appare circolare: ciò significa che noi vediamo solo i raggi che si trovano lungo l’arco e non tutti gli altri.

I colori del tempo

 

Quanti sono i colori del cielo?

Il più delle volte lo vedrai azzurro, colore caratteristico delle belle giornate di sole, qualche volta ti apparirà grigio nelle piovose giornate autunnali, ma certamente ti sarà capitato anche di vederlo tingersi di bianco durante una nevicata, di rosso mentre il Sole tramonta, quando non addirittura di tutti i colori dell’arcobaleno dopo un temporale.

Il fatto che il cielo ti appaia di un colore non significa però che lo sia veramente. La luce che proviene dal Sole è il risultato di un mix di tanti colori che, insieme, danno l’impressione del bianco. Quando i raggi solari entrano nell’atmosfera terrestre e si “scontrano” con i gas e le goccioline di acqua qui presenti, la loro componente rossa riesce a oltrepassarli continuando il suo tragitto, mentre quella azzurra viene riflessa e diffusa in tutte le direzioni, colorando di blu ai nostri occhi il cielo.

Al tramonto così come all’alba, quando il Sole si trova basso sull’orizzonte, la luce deve percorrere un tratto maggiore di atmosfera rispetto alle ore diurne, e questo causa la perdita dei raggi di lunghezza d’onda inferiore, quindi quelli blu, lasciando solo il rosso di fronte ai nostri occhi.

METEO - Con la testa fra le nuvole -
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