Il mare sale... Le coste scompaiono!

Recenti studi hanno rilevato che anche il Mar Mediterraneo subisce gli effetti del cambiamento climatico globale: le sue condizioni stanno cambiando anche più velocemente rispetto a quelle degli oceani, perché, essendo un mare semichiuso, presenta uno scarso ricambio delle acque.

 

La temperatura dell’acqua è di quasi 2°C sopra le medie registrate nel secolo scorso e questo può incrementare il rischio di fenomeni estremi, come cicloni del tutto simili a quelli tropicali.

 

Queste condizioni si riflettono negativamente prima di tutto sull’ecosistema marino ma anche, in maniera preoccupante, sulla salute delle nostre coste. Le coste italiane hanno una lunghezza complessiva di circa 7.500 km: sono aree con habitat naturali preziosi e unici, sono luogo di residenza di un’importante parte della popolazione italiana e ovviamente ospitano numerose attività economiche.

 

Le nostre coste sono in continua trasformazione, poiché, oltre a essere già danneggiate gravemente dalle attività umane, risentono di processi erosivi e di sprofondamento, ai quali si aggiunge l’innalzamento del mare; quest’ultimo fenomeno comporta anche, come conseguenza, la risalita lungo i fiumi di acque saline che modificano gli ecosistemi e rendono difficile il deflusso delle acque verso il mare, soprattutto in caso di eventi estremi. In generale, negli ultimi duecento anni, il livello medio degli oceani è andato crescendo ma gli esperti hanno calcolato che negli ultimi vent’anni questo incremento è accelerato, arrivando fino a 3,4 mm l’anno.

 

Se non s’inverte questa tendenza, entro la fine del ventunesimo secolo il livello delle acque del Mar Mediterraneo potrebbe arrivare a essere anche di un metro superiore a quello attuale: questo comporterebbe la perdita, per allagamento, di migliaia di chilometri quadrati di territorio costiero italiano.