Malati di clima

Sempre più studi confermano che i cambiamenti climatici globali stanno avendo un impatto diretto sulla salute umana: in molte aree del mondo la qualità dell’aria è in peggioramento e sono a rischio l’approvvigionamento di acqua potabile e il reperimento del cibo.

 

In alcune regioni del mondo si registrano problemi per la salute legati a prolungati periodi di caldo intenso, mentre in altri, all’opposto, si verificano terribili ondate di gelo. Inoltre, sta cambiando la distribuzione di determinate malattie trasmesse per mezzo dell’acqua e di particolari “vettori”, come per esempio gli insetti.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che, rispetto a oggi, tra il 2030 e il 2050, si verificheranno centinaia di migliaia di decessi in più ogni anno, causati da malnutrizione e patologie come malaria e dissenteria. Sicuramente, le aree più a rischio sono le zone più povere del pianeta, ma anche in tutta Europa, Italia compresa, si registrano sempre più casi di malattie “dal nome strano”, sconosciute per noi fino a pochi anni fa.

Nell’estate 2017, per esempio, sulle prima pagine dei giornali si parlava delle persone colpite da Chikungunya, mentre nel 2018 abbiamo sentito sempre più spesso nominare la febbre del Nilo Occidentale e le encefaliti trasmesse dalle zecche. È difficile attribuire con certezza la diffusione di una particolare epidemia direttamente ai cambiamenti climatici, ma di sicuro questi stanno rendendo sempre più facile la trasmissione di queste malattie, soprattutto quando i “vettori” sono animali come le zanzare, che proliferano in condizioni di alte temperature seguite da abbondanti piogge, come sta avvenendo sempre più spesso anche in Europa.